mercoledì 11 aprile 2012

Stampante Canon MX 360 in Ubuntu Linux

Ho iniziato da poco una nuova ed entusiasmante attività imprenditoriale in cui è utile avere del materiale cartaceo da mostrare ai nuovi clienti. Come spesso accade però, le cose si inceppano sempre nel bel mezzo del lavoro... e così è stato; durante la stampa dei cataloghi la mia cara, vecchia HP PSC 1315 ha improvvisamente smesso di funzionare. I miei incaricati alle vendite stavano aspettando i loro cataloghi e non potevo certo aspettare i miei comodi, per cui mi sono recato nel negozio più vicino e dopo aver valutato le varie alternative, ho deciso di acquistare una stampante multifunzione della Canon, la PIXMA MX360. La mia scelta è ricaduta su una Canon, sia perché non ne avevo mai avuta una, sia perché le caratteristiche tecniche mi sembravano di tutto rispetto; poi il tutto a un prezzo, secondo me, interessante; meno di 70 euro. L'unico problema, se così si può dire, è dato dal fatto che i driver inclusi nella confezione della stampante sono, come sempre d'altronde, solo per Windows e Mac OS X, mentre del supporto per Linux nemmeno l'ombra. Nessun problema comunque, avevo letto in rete una sfilza di [RISOLTO], per cui non sono stato tanto a pensarci e l'ho portata a casa. Una volta estratta la stampante dalla confezione, il setup è stato semplice e veloce, poi ho acceso il computer, ho provveduto a installare i driver per Ubuntu da repository ppa e in meno di cinque minuti stavo già stampando a tutta birra.
In rete ci sono molti consigli su come far funzionare una stampante Canon con Linux, però le informazioni sono sparse e, a volte, fuorvianti; proprio per questo motivo ho deciso di scrivere un post che rendesse semplice l'intera procedura.
Bene... adesso vi mostro come ho fatto a rendere la mia Canon PIXMA MX 360 funzionante in cinque minuti  ;-)

1) Prima ho aggiunto il repository contenente i driver delle stampanti Canon:

sudo add-apt-repository ppa:michael-gruz/canon  [invio]

2) Poi ho sincronizzato i repository con il gestore dei pacchetti:

sudo apt-get update  [invio]


3) Infine ho installato il driver adatto alla mia stampante:

sudo apt-get install cnijfilter-mx360series scangearmp-mx360series [invio]

a questo punto dovremo accettare di installare anche le due dipendenze, che sono:  cnijfilter-common e scangearmp-common
però per farlo basta semplicemente premere invio.

Finito... con questo comando abbiamo installato tutto il necessario per far funzionare sia la stampante che lo scanner incorporato nella multifunzione.

Ovviamente voi dovrete sostituire il nome dei driver (in questo caso: cnijfilter-mx360series e scangearmp-mx360series) con quello corrispondente alla stampante in vostro possesso, ecco la lista di quelli disponibili.



Per quanto riguarda la stampa:


Canon Pixma iP Series

    Stampante      ::   Driver

    Canon iP100    ::  cnijfilter-ip100series
    Canon iP1800  ::  cnijfilter-ip1800series
    Canon iP1000  ::  cnijfilter-pixmaip1000series
    Canon iP1500  ::  cnijfilter-pixmaip1500series
    Canon iP1900  ::  cnijfilter-ip1900series
    Canon iP 2200 ::  cnijfilter-ip2200series
    Canon iP2500  ::  cnijfilter-ip2500series
    Canon iP2600  ::  cnijfilter-ip2600series
    Canon iP2700  ::  cnijfilter-ip2700series
    Canon iP3300  ::  cnijfilter-ip3300series
    Canon iP3500  ::  cnijfilter-ip3500series
    Canon iP3600  ::  cnijfilter-ip3600series
    Canon iP4200  ::  cnijfilter-ip4200series
    Canon iP4500  ::  cnijfilter-ip4500series
    Canon iP4700  ::  cnijfilter-ip4700series
    Canon iP4800  ::  cnijfilter-ip4800series
    Canon iP5200  ::  cnijfilter-ip5200series
    Canon iP6600  ::  cnijfilter-ip6600series
    Canon iP7500  ::  cnijfilter-ip7500series


Canon Pixma MG Series

   Stampante         ::   Driver

    Canon MG5100  ::  cnijfilter-mg5100series
    Canon MG5200  ::  cnijfilter-mg5200series
    Canon MG6100  ::  cnijfilter-mg6100series
    Canon MG8100  ::  cnijfilter-mg8100series


Canon PIXMA MP Series

    Stampante      ::    Driver

    Canon MP140  ::  cnijfilter-mp140series
    Canon MP160  ::  cnijfilter-mp160series
    Canon MP190  ::  cnijfilter-mp190series
    Canon MP210  ::  cnijfilter-mp210series
    Canon MP240  ::  cnijfilter-mp240series
    Canon MP490  ::  cnijfilter-mp490series
    Canon MP500  ::  cnijfilter-mp500series
    Canon MP510  ::  cnijfilter-mp510series
    Canon MP520  ::  cnijfilter-mp520series
    Canon MP540  ::  cnijfilter-mp540series
    Canon MP550  ::  cnijfilter-mp550series
    Canon MP560  ::  cnijfilter-mp560series
    Canon MP600  ::  cnijfilter-mp600series
    Canon MP610  ::  cnijfilter-mp610series
    Canon MP630  ::  cnijfilter-mp630series
    Canon MP640  ::  cnijfilter-mp640series


Canon MX Series

    Stampante      ::  Driver

    Canon MX320  ::  cnijfilter-mx320series
    Canon MX330  ::  cnijfilter-mx330series
    Canon MX350  ::  cnijfilter-mx350series
    Canon MX360  ::  cnijfilter-mx360series
    Canon MX410  ::  cnijfilter-mx410series
    Canon MX420  ::  cnijfilter-mx420series
    Canon MX860  ::  cnijfilter-mx860series
    Canon MX870  ::  cnijfilter-mx870series
    Canon MX880  ::  cnijfilter-mx880series



Canon PIXUS Series

    Stampante               ::   Driver

    Canon Pixus 550       ::  cnijfilter-pixus5510iseries
    Canon Pixus 560       ::  cnijfilter-pixus560iseries
    Canon Pixus 850       ::  cnijfilter-pixus850iseries
    Canon Pixus 860       ::  cnijfilter-pixus860iseries
    Canon Pixus 865       ::  cnijfilter-pixus865iseries
    Canon Pixus 950       ::  cnijfilter-pixus950iseries
    Canon Pixus 990       ::  cnijfilter-pixus990iseries
    Canon Pixus ip3100  ::  cnijfilter-pixusip3100series
    Canon Pixus ip4100  ::  cnijfilter-pixusip4100series
    Canon Pixus ip8600  ::  cnijfilter-pixusip8600series




Mentre per quanto riguarda l'acquisizione da scanner:


Canon Pixma MG Series

   Scanner             ::   Driver

    Canon MG5100  ::  scangearmp-mg5100series
    Canon MG5200  ::  scangearmp-mg5200series
    Canon MG6100  ::  scangearmp-mg6100series
    Canon MG8100  ::  scangearmp-mg8100series



Canon PIXMA MP Series

    Scanner          ::    Driver

    Canon MP140  ::  scangearmp-mp140series
    Canon MP160  ::  scangearmp-mp160series
    Canon MP190  ::  scangearmp-mp190series
    Canon MP210  ::  scangearmp-mp210series
    Canon MP240  ::  scangearmp-mp240series
    Canon MP250  ::  scangearmp-mp250series
    Canon MP270  ::  scangearmp-mp270series
    Canon MP280  ::  scangearmp-mp280series
    Canon MP490  ::  scangearmp-mp490series
    Canon MP495  ::  scangearmp-mp495series
    Canon MP510  ::  scangearmp-mp510series
    Canon MP520  ::  scangearmp-mp520series
    Canon MP540  ::  scangearmp-mp540series
    Canon MP550  ::  scangearmp-mp550series
    Canon MP560  ::  scangearmp-mp560series
    Canon MP600  ::  scangearmp-mp600series
    Canon MP610  ::  scangearmp-mp610series
    Canon MP630  ::  scangearmp-mp630series
    Canon MP640  ::  scangearmp-mp640series


Canon MX Series


    Scanner          ::  Driver

    Canon MX320  ::  scangearmp-mx320series
    Canon MX330  ::  scangearmp-mx330series
    Canon MX340  ::  scangearmp-mx340series
    Canon MX350  ::  scangearmp-mx350series
    Canon MX360  ::  scangearmp-mx360series
    Canon MX410  ::  scangearmp-mx410series
    Canon MX420  ::  scangearmp-mx420series
    Canon MX860  ::  scangearmp-mx860series
    Canon MX870  ::  scangearmp-mx870series
    Canon MX880  ::  scangearmp-mx880series




Ok, adesso anche noi utenti Linux possiamo comprarci una multifunzione Canon  ;-)

martedì 27 dicembre 2011

Installare Photivo in Ubuntu Linux

A causa della mia malsana passione per la fotografia, mi capita spesso di dover aggiustare i valori delle foto che scatto con la mia fantastica Pentax K-5 (non quelle destinate alla Pentax Gallery, perché altrimenti non verrebbero accettate) e poiché utilizzo prevalentemente Ubuntu, ho iniziato a sperimentare i vari programmi di grafica disponibili per Linux, con un occhio di riguardo per quelli in grado di garantire un elevato controllo sugli scatti fatti in raw. Nel corso di questa ricerca ho testato parecchie applicazioni e molte di queste hanno soddisfatto le mie esigenze (Gimp su tutti), tuttavia Photivo mi ha particolarmente colpito e, pur avendolo scoperto per puro caso, ora è diventato uno dei miei programmi preferiti... molto meglio di quelli dati dalla TV  ;-)

Photivo è un ottimo programma per la gestione delle fotografie, supporta il formato raw e può manipolare anche immagini bitmap; di seguito la lista delle sue caratteristiche salienti, come descritte dal sito del progetto:

- 16-bit internal processing, color managed with LCMS2.
- Gimp workflow integration (import and export)
- Works with RAWs and Bitmaps (8 bit bitmaps are transformed and processed with 16 bit, which usually gives better results).
- CA correction, Green equilibration, line denoise, badpixel reduction, wavelet denoise, median filters on RAW data.
- Perspective correction (tilt and turn), distorsion and geometry (also defish) correction
- Demosaicing: Bilinear, VNG, VNG4, PPG, AHD, DCB, mod. AHD, VCD, LMMSE, AMaZE (needs work!).
- RGB, R, G, B, L*, a*, b*, Texture, Detail, Denoise, Hue, Saturation, L* by Hue, Base curve.
- Tonemapping (Reinhard 05 (RGB Brighten), Fattal et al. (Dynamic range compress)).
- Several local contrast filters (HiRaLoAm (Local contrast), texture contrast, local contrast stretch).
- Sharpen (Edge avoiding wavlets, USM, Highpass, Inverse diffusion, Wiener filter, Gradient sharpen).
- Denoise, seperately on Luminance and Color (Edge avoiding wavelets, GreyCStoration, Wavelet, Masked bilateral, Pyramid) and via a hue or luminance sensitive denoise curve.
- Adaptive saturation.
- Film grain simulation.
-Black and white conversion.
- (Split) Toning.
- Cross processing.
- Gradual overlay (like Cokin(R) GND filters).
- Vignetting.
- Softglow / Orton.
- Texture overlay (external texture)
- Fake tilt/shift, toy effect
- Batch mode
- Translations: Dutch, French, German, Italian and Russian.


Infine, poiché Photivo, di default, non è presente tra pacchetti predefiniti di Ubuntu, prima di eseguire l'installazione bisogna aggiungere manualmente il giusto repository; per farlo eseguite i seguenti comandi e in pochi secondi avrete la vostra copia di Photivo perfettamente funzionante.

sudo add-apt-repository ppa:dhor/myway  [invio]

sudo apt-get update  [invio]

sudo apt-get install photivo  [invio]

Ecco adesso avete finito con l'installazione, quindi non vi resta che iniziare a sviluppare le vostre splendide foto.

lunedì 29 agosto 2011

Cambiare cartella immagini del salvaschermo

Durante le ferie estive ho fatto delle bellissime foto con la mia nuova Pentax K-5 e, proprio per non dimenticare quei momenti, ho deciso di impostare i migliori scatti come immagini del salvaschermo. A dire il vero, non è che il mio computer rimanga inattivo spesso, però in quei rari casi mi farebbe piacere vedere delle belle cose sullo schermo. A questo punto però c'è un problema: la cartella di default per lo screensaver è $HOME/Immagini e questo, nel mio caso, non va bene. Io abitualmente tengo la struttura delle cartelle molto ordinata e mi sono abituato a creare nella mia Home una cartella Foto separata, proprio per non mischiare le foto con altri tipi di immagini. Quindi le alternative sono due, o indico al salvaschermo dove cercare le foto da visualizzare, oppure sposto le mie care foto nella cartella Immagini... ovviamente ho optato per la prima ipotesi e, anche se dovremo sporcarci le mani, alla fine otterremo il risultato voluto. Una precisazione, ho effettuato questa modifica su un sistema operativo Debian 6 Squeeze con desktop manager Gnome, però lo stratagemma dovrebbe funzionare anche su altri sistemi Debian based tipo Ubuntu e derivati.
Bene, si parte!

1) prima di tutto diventiamo root con il solito:

$ su  [invio]
password  [invio]

2) poi apriamo il file da modificare con un editor di testo tipo Gedit

# gedit /usr/share/applications/screensavers/personal-slideshow.desktop  [invio]

3) scorriamo il file sino alla fine e al posto della riga:

Exec=/usr/lib/gnome-screensaver/gnome-screensaver/slideshow

inseriamo questa:

Exec=/usr/lib/gnome-screensaver/gnome-screensaver/slideshow --location=/home/vostro-nome-utente/Foto/Salvaschermo

in pratica non abbiamo fatto altro che aggiungere, al comando preeesistente, la direttiva --location seguita dal percorso alla cartella che desideriamo visualizzare.

4) Abbiamo finito, quindi salviamo  il file e chiudiamo la finestra dell'editor.

Da questo momento in poi il nostro salvaschermo visualizzerà uno slideshow con le nostre foto più belle. Ovviamente dovrete fare delle fotografie all'altezza delle mie... altrimenti tutto ciò non avrebbe senso  ;-)


sabato 20 agosto 2011

Configurare Hotmail con Linux

Personalmente non amo usare prodotti Microsoft, e Hotmail non fa eccezione, tuttavia, molti nuovi utenti Linux, provenendo da Windows, hanno un account di posta Hotmail o Windows Live, che per ovvi motivi, vogliono continuare a usare anche sotto Linux. Quindi oggi vediamo come soddisfare questa esigenza dei nuovi "pinguini informatici".


Considerando che la maggior parte dei nuovi utenti utilizza Ubuntu, dove il client di posta elettronica di default è Evolution, prenderemo in considerazione proprio questa ipotesi.

Al primo avvio, Evolution ci presenta un wizard di configurazione... usiamolo:

1) appena compare la schermata Benvenuti, clicchiamo su Avanti

2) ignoriamo Ripristina da backup, cliccando ancora su Avanti

3) nella schermata Identità invece, inseriamo il nostro nome completo (e.g., Toonik) e il nostro indirizzo email (e.g., toonik@hotmail.it) nei rispettivi campi di testo; poi mettiamo la spunta su: Impostare come account predefinito, e infine facciamo di nuovo click su Avanti

4) ora siamo nella sezione Ricezione Email e dobbiamo settare  
Tipo di server in POP
nel campo Server scriviamo: pop3.live.com:995
nel campo Nome utente inseriamo il nostro indirizzo email (e.g., toonik@hotmail.it)
in Usare connessione sicura, selezioniamo: Cifratura SSL
in Tipo di autenticazione: Password
ed eventualmente mettiamo anche la spunta su: Ricorda password
ora possiamo finalmente cliccare su Avanti

5) possiamo ignorare la sezione: Opzioni ricezione cliccando su Avanti

6) ora ci troviamo in un'altra sezione cruciale; Invio email, quindi compiliamola con attenzione
come Tipo di server scegliamo: SMTP
nel campo Sever scriviamo: smtp.live.com:587
spuntiamo la casella: Il server richiede autenticazione
in Usare connessione sicura scegliamo: Cifratura TLS
in Autenticazione scegliamo il Tipo: Login
nel campo Nome utente inseriamo il nostro indirizzo email (e.g., toonik@hotmail.it)
e anche in questo caso siamo liberi di mettere la spunta su: Ricorda password
e per finire clicchiamo su Avanti

7) in quest'ultima schermata: Gestione degli account possiamo non toccare nulla e fare click su Avanti per terminare la configurazione.

Perfetto! Da adesso potrete usare Hotmail anche con Linux, utilizzando Evolution o un qualsiasi altro client di posta (questa è una bella lista di client di posta per Linux); l'importante sarà, come sempre, inserire i giusti dettagli  ;-)

lunedì 25 luglio 2011

Dropbox in Debian Squeeze

Dropbox è un servizio di file hosting, in assoluto tra i più apprezzati dagli utenti Linux e non solo; esso ci permette di salvare i nostri file in uno spazio remoto a cui potremo accedere in qualsisi momento e da qualsiasi dispositivo, sia esso un computer, uno smartphone, un tablet o via dicendo. In pratica è come se avessimo un hard disk di 2GB, espandibili gratuitamente sino a 10GB, in cui memorizzare i nostri file, siano essi documenti di testo, fotografie, brani musicali, video o quant'altro.
I vantaggi per l'utente sono notevoli: niente più chiavette o dischetti per salvare i file, accesso ai propri documenti da qualsiasi parte del mondo, possibilità di condividere selettivamente delle intere cartelle, veloce nei trasferimenti, semplice da usare e, cosa non di poco conto, tutto a costo zero.

Dropbox si può usare da linea di comando, da interfaccia web, cioè all'interno di un browser come Firefox, oppure attraverso una più immediata e intuitiva interfaccia grafica, che di fatto trasforma il disco remoto in una normale cartella gestibile con il file manager Nautilus. Se usate Ubuntu non avrete nessun problema a installare il client che fornisce la suddetta interfaccia grafica (basta scaricare il relativo pacchetto da qui: http://www.dropbox.com/downloading?src=index) invece se, come il sottoscritto, usate Debian, al primo tentativo di installare il pacchetto dropbox in formato .deb, vi accorgerete che, a causa di dipendenze non soddisfatte, l'installazione vi darà errore e non andrà a buon fine. Quindi noi utenti Debian dovremo rinunciare a tale comodità? Ma neanche per sogno, solo che dovendo compilare i sorgenti del programma, saremo costretti lavorare un po' di più... come sempre d'altronde  ;-)

Bene si parte:

1) prima di tutto apriamo un terminale  Menu --> Accessori --> Terminale

2) diventiamo root:

$ su  [invio]
password: vostra_password  [invio]

3) quindi installiamo il necessario alla compilazione di Dropbox

# apt-get install build-essential libnautilus-extension-dev python-docutils [invio]

4) poi scarichiamo il pacchetto dei sorgenti (quello con estensione .tar.bz2) da questa pagina:  http://www.dropbox.com/downloading?src=index

5) apriamo un nuovo terminale  Menu --> Accessori --> Terminale

6) spostiamoci nella cartella contenente in file appena scaricato, nel mio caso con:

$ cd ~/Scaricati  [invio]

7) decomprimiamo l'archivio, nel mio caso, con:

$ tar xjvf nautilus-dropbox-0.6.8.tar.bz2  [invio]

8) entriamo al suo interno con:

$ cd nautilus-dropbox-0.6.8  [invio]

9) lanciamo il configure con:

$ ./configure  [invio]

10) ora compiliamo con il make:

$ make  [invio]

11) deiventiamo di nuovo root con il solito:

$ su  [invio]
password: vostra_password  [invio]

12) infine installiamo Dropbox con:

# make install  [invio]

Finito... da questo momento troveremo nella sezione Internet una  nuova icona, rappresentata da una scatola aperta di color azzurro, cliccando la quale potremo accedere al cloud offertoci da Dropbox. Tenete presente che al primo avvio avrete bisogno di indicare al programma le credenziali per accedere alle vostre cartelle; in questo modo, Dropbox creerà nella vostra home una cartella di nome - guarda caso - Dropbox, la quale sarà sempre sincronizzata con il vostro spazio online. Per cui se trasciante un file dal vostro desktop alla cartella Dropbox, questo lo ritroverete nello spazio web di vostra competenza.

P.S. Ovviamente nel caso non siate ancora in possesso di un account Dropbox, createne uno... anch'esso è gratis  ;-)

giovedì 14 luglio 2011

Mi sono innamorato di lei

Alla fine è successo anche a me. Non mi era mai capitato prima di perdere la testa in questo modo... non avrei mai creduto di poter cedere a una tentazione così. Certo lei è molto bella, regale e misteriosa, ma non pensavo potesse conquistarmi così in fretta. Erano giorni che la osservavo, mi incuriosiva, e ogni giorno che passava, la tentazione di scoprire qualcosa di più su di lei, diventava sempre più forte. Oramai non potevo fare a meno di andare a letto senza aver almeno guardato un po' delle sue foto in internet. Leggevo di lei, di come si comportava, cosa faceva e, soprattutto, come lo faceva; leggevo i molti giudizi e pregiudizi su di lei, ma in realtà non è che mi importassero poi così tanto... qualsiasi cosa avessero detto di lei, la mia opinione non sarebbe comunque cambiata; lei, per me sarebbe rimasta in ogni modo: la più bella del mondo! Certo mi è capitato di guardare anche le altre, ma nulla a che vedere con lei, la sensazione che lei mi ha trasmesso fin dal primo momento in cui l'ho guardata, non ha eguali... nulla potrebbe far cambiare i miei sentimenti... d'altronde io sono romantico per davvero! Forse proprio per questo oggi mi son deciso - sono andato a cercarla - sapevo anche dove poterla trovare... e così è stato. Appena l'ho vista non ho potuto fare a meno di guardarla intensamente, credo di essere rimasto a fissarla per alcuni minuti, come se il tempo si fosse fermato; lei era lì, immobile, di fronte a me, come pietrificata... forse aveva già capito tutto, forse anche lei sentiva quello che io provavo per lei, e forse anche lei, sotto la sua ermetica  corazza, provava le stesse mie emozioni. Tutto è successo in un attimo, dopo quegli interminabili minuti di silenzio in cui siamo stati uno di fronte all'altra, senza dire neppure una parola, ho sentito dentro di me il bisogno di farle capire cosa io volessi realmente da lei. La accarezzai come se si fosse trattato del più fragile cristallo del mondo, poi la strinsi più forte tra le mie avide mani e fu allora che capii: eravamo veramente fatti l'un per l'altra - non c'erano dubbi - improvvisamente sentii che si stava abbandonando tra le mie braccia e... finimmo con l'essere un tutt'uno; da quel momento non ci siamo più lasciati.
E pensare che prima di incontrarla dicevo dentro di me: "per poter avere una così bella sicuramente ci vorrà un portafogli... di quelli che io non ho" invece niente di tutto ciò, le cose che contano sono solamente le sensazioni che ognuno di noi riesce a emanare agli altri, e vi garantisco che lei... anche se a prima vista può sembrare fredda, di sensazioni me ne ha trasmesse in abbondanza. Certo, razionalmente tutto ciò non avrebbe senso, ce ne sono a bizzeffe più belle di lei, più famose di lei, più grandi di lei, più potenti di lei... e anche con "obiettivi" più ambiziosi. Invece a me piace lei; io mi lascio guidare dal cuore, e contro ogni logica, mi sono innamorato di lei, solo di lei: mi piacciono le sue curve, la sua ergonomia, il suo aspetto, i suoi colori,  la sua livrea, la sua stabilità, la sua discrezione, i suoi tasti, tutti al posto giusto, e per finire, la sua esclusività... la voglio solo per me... lei è la mia K5: http://www.pentaxfoto.it/it/group/6/product/14747/body/overview/cameras.html


With love :: Toonik :: Linux and Pentax K 5

giovedì 30 giugno 2011

Scorciatoie da tastiera e da mouse per Unity

Unity, la nuova interfaccia di Ubuntu è senz'altro affascinante e innovativa, tuttavia per avvantaggiarsene veramente  è necessario apprendere come interagire con essa. In questa ottica ho realizzato, prendendo spunto da un'idea originale di Octavian Damiean, uno sfondo per desktop contenente la lista dei comandi di Unity. In questo modo sarà sufficiente leggere i consigli impressi nel wallpaper per imparare le shortcuts da tastiera e le gesture del mouse necessarie a governare agevolmente il nuovo ambiente grafico. Il wallpaper fornito da Octavian è ovviamente in inglese, però, avendo egli usato il formato vettoriale SVG, per me è stato poi abbastanza semplice aprire il file XML con un editor di testo e apportare le modifiche di traduzione.

Per ottenere il background potete cliccare sull'immagine qui sopra per un PNG, oppure scaricare la più leggera e flessibile versione SVG da qui: http://toonik.altervista.org/file/unity-shortcuts.svg

Di seguito un riassunto delle scorciatoie più interessanti:

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

- Super (premuto) = Richiama il Lanciatore

- Super + 1 .. 0 = Apre o attiva l'applicazione la cui posizione all'interno del lanciatore corrisponde al numero premuto

- Super + Shift + 1 .. 0 = Apre una nuova istanza dell'applicazione corrispondente se risulta già aperta

- Super + T = Apre il cestino

- Alt + F1 = Attiva il Lanciatore, usare i tasti freccia per scorrere, premere Invio per lanciare l'applicazione, la freccia destra evidenzia la quicklist, se disponibile

- Ctrl + Alt + T = Lancia il terminale

- Super + A = Apre elenco Applicazioni

- Super + F = Apre elenco File & Cartelle

- Super (tocco) = Visualizza la Lavagna

- Alt + F2 = Richiama la Lavagna in modalità: Esegui Comando, digitando il nome di una cartella, la stessa si aprirà in Nautilus

- F10 = Apre la prima voce di menu del pannello, usare i tasti freccia per muoversi attraverso i menu. (Non ci sono scorciatoie per il menu Sessioni, ma premere F10 e Freccia Sinistra è un modo veloce per arrivarci)

- ESC = Chiude il menu senza scegliere nulla

 - Super + W = Effettua una panoramica delle finestre presenti in tutte le aree di lavoro

- Super + D = Minimizza tutte le finestre e, ripetendo il comando, le ripristina


- Ctrl + Alt + Num 0  = Massimizza finestra

- Ctrl + Alt + Num 1 = Posiziona la finestra  in basso a sinistra

- Ctrl + Alt + Num 2 = Posiziona la finestra  in basso al centro

- Ctrl + Alt + Num 3 = Posiziona la finestra  in basso a destra

- Ctrl + Alt + Num 4 = Posiziona la finestra  sul lato sinistro dello schermo

- Ctrl + Alt + Num 5 = Posiziona la finestra  al centro dello schermo

- Ctrl + Alt + Num 6 = Posiziona la finestra sul lato destro dello schermo

- Ctrl + Alt + Num 7 = Posiziona la finestra  in alto a sinistra

- Ctrl + Alt + Num 8 = Posiziona la finestra  in alto al centro

- Ctrl + Alt + Num 9 = Posiziona la finestra  in alto a destra

- Super + S = Modalità Expo su tutte le finestre di tutte le aree di lavoro

- Shift + Alt + Su = Modalità Expo sulle finestre dell'area di lavoro corrente

- Ctrl + Alt + Sinistra/Destra/Sopra/Sotto = Ci si sposta in una nuova area di lavoro

- Ctrl + Alt + Shift + Sinistra/Destra/Sopra/Sotto = Sposta la finestra in una nuova area di lavoro

- Ctrl + Alt + L = Blocca lo schermo

- Print = Cattura la schermata dell'intero schermo

- Alt + Print = Cattura la schermata della finestra corrente

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ovviamente per la lista completa delle scorciatoie... vi basta guardare lo sfondo del desktop  ;-)


giovedì 21 aprile 2011

Aggiungere repository multimedia in Debian 6.0 Squeeze

In passato avevo scritto un memorandum per come aggiungere i repository multimediali in Debian, ma in quell'occasione mi riferivo a Debian GNU/Linux 5.x, nome in codice Lenny, mentre dal 06 febbraio 2011 è disponibile la nuova Debian GNU/Linux 6.0, nome in codice Squeeze.

Quindi andremo a descrivere la semplice procedura che ci consentirà di aggiungere i nuovi repository adatti alla nostra installazione di Squeeze, in modo da poter poi procedere a una facile installazione di quelle applicazioni multimediali, che altrimenti sarebbero, non disponibili nel gestore dei pacchetti della nostra distro; ok, si parte.

Prima di tutto assicuriamoci di essere connessi a internet, poi preoccupiamoci di fornire al nuovo repository la chiave di cifratura necessaria ad autenticare i pacchetti che decideremo di installare. Per fare questo, scarichiamo il file debian-multimedia-keyring_2010.12.26_all.deb cliccando sopra al nome del file stesso, poi

diventiamo root con:
$ su [invio]
password [invio]

ora apriamo il file sources.list con Gedit o un altro editor:

# gedit /etc/apt/sources.list [invio]

e aggiungiamo in fondo al file la seguente riga:

deb http://www.debian-multimedia.org squeeze main non-free

infine salviamo il file, chiudiamo l'editor e sincronizziamo il sistema con il solito:

# apt-get update [invio]

Perfetto, da questo momento in poi potremo accedere alle numerose applicazioni multimediali fornite dal nuovo repository.

sabato 12 marzo 2011

Risolto problema risoluzione schermo con Ubuntu

Un mio caro amico medico, che da quando ha assistito alla resurrezione del suo vecchio pc dello studio è diventato un entusiasta di Linux, ha deciso che forse sarebbe meglio evitare virus e infezioni di ogni tipo... perlomeno per quanto riguarda i computer  ;-)
Per questo, sta progressivamente migrando tutti i pc a Linux, oramai riesce a installare il sistema autonomamente e mi chiede aiuto solo quando trova qualcosa di apparentemente irrisolvibile. Ieri è stato uno di quei casi, in pratica ha eseguito l'installazione di Ubuntu 10.10 ( Maverick Meerkat) sul portatile del figlio, tutto sembrava funzionare bene... eccezion fatta per la risoluzione del monitor, che non voleva proprio saperne di superare gli 800 x 600 pixel. Un bel problema... dopo aver verificato che attraverso lo strumento Sistema --> Preferenze --> Monitor non era disponibile nessuna risoluzione superiore a quella impostata di default, ho provato ad aprire il file di sistema che definisce le caratteristiche del monitor: /etc/X11/xorg.conf; sapevo che probabilmente non avrei trovato nulla del genere, d'altronde, per semplificare la vita ai nuovi utenti, Canonical ha deciso di adottare un sistema di script per l'identificazione dinamica del monitor; rimuovendo di fatto il file in questione. La strategia di Canonical non sarebbe di per se sbagliata, infatti essa semplifica notevolmente la sostituzione di un monitor, in quanto le caratteristiche dello stesso, non sono più statiche, ma vengono generate dinamicamente ad ogni avvio del sistema. Questo approccio è fantastico finché tutto va bene, ma alla prima occorrenza negativa, diventa impossibile intervenire. OK questa è la notizia brutta... adesso vediamo quella buona... Ubuntu, pur adottando il nuovo sistema, ha mantenuto la retrocompatibilità con il caro xorg.conf, per cui è sempre possibile ricrearne uno da zero e adattarlo alle nostre esigenze. Per semplificare, ne ho preparato uno generico che funziona in tutte le situazioni e l'ho reso disponibile per il download... ecco come fare:


1) per scaricare un file xorg.conf, date questo comando:

$ wget http://toonik.altervista.org/file/xorg.conf  [invio]


2) ora bisogna copiare questo file nella cartella appropriata:

$ sudo cp xorg.conf /etc/X11/  [invio]

3) finito, non resta che riavviare  ;-)

Ovviamente la configurazione presente nel nostro xorg.conf è basilare, in pratica usa un driver generico VESA che consente il funzionamento con qualsiasi tipo di hardware, quindi che nel vostro sistema sia installata una scheda graficha Nvidia, ATI, Intel, Matrox, o Sis come in questo caso, sarà irrilevante; il monitor funzionerà comunque e potrete scegliere la risoluzione che desiderate; tuttavia non potrete fare affidamento sull'accelerazione hardware della vostra scheda grafica... d'altronde non si può avere "botte piena e moglie mmmbriaca"  ;-)

venerdì 28 gennaio 2011

Mai più ADSL

Finora, in questo blog, non avevo mai scritto qualcosa che non riguardasse GNU/Linux, ma poiché, ciò che mi è successo è inaccettabile, sarò costretto a fare un'eccezione andando un po' off-topic... e di questo mi scuso.

Dicevo: mai più ADSL e aggiungo: mai più linea fissa, perlomeno fino a quando gli operatori telefonici non dimostreranno un minimo di serietà e di rispetto nei confronti dei loro clienti.

Premessa:
Sono stato uno dei primi clienti di Fastweb e da molti anni non ho alcun servizio attivo con Telecom Italia.

I fatti:
Avendo l'ADSL in ufficio e varie chiavette HSDPA sempre con me, mi sembrava inutile avere una linea fissa anche a casa, in quanto ci passo poco tempo e, soprattutto, in quei momenti preferisco parlare con mia moglie e giocare con mia figlia, piuttosto che navigare in internet. Se poi consideriamo che il telefono fisso fungeva esclusivamente da soprammobile, disdire il contratto residenziale che avevo con Fastweb, mi è sembrato il minimo che potessi fare. Sin qui tutto bene (tralasciando le innumerevoli e inutili perdite di tempo necessarie a espletare tutte le pratiche), però a distanza di un paio di mesi dalla disdetta mi vedo arrivare una fattura di € 164 da parte di Telecom Italia, per un presunto servizio di telefonia e ADSL che la stessa compagnia aveva attivato, a mia insaputa, sul vecchio numero da me appena dismesso. Ma siamo pazzi??? Io non ho nessun tipo di rapporto con Telecom da parecchi anni, inoltre non sono mai stato contattato dall'azienda, né telefonicamente, né per via cartacea. Allora mi chiedo: come si sono permessi? Attivare un servizio non richiesto e pretendere il pagamento di una somma non dovuta, per quanto mi riguarda è una truffa, quindi un reato bello e buono. Ma è mai possibile che con tutte queste autorità di controllo... con tutte queste associazioni dei consumatori non si riesca a impedire a certe società di perpretare crimini (perché di questo si tratta) nei confronti dei liberi cittadini?
Ho tentato, inutilmente, di far valere le mie ragioni, di spiegare a una decina di operatori della Telecom che da parte mia non c'era mai stata una richiesta di attivazione del servizio. Ho cercato più volte di chiedere una copia di una registrazione vocale o di un foglio di carta dove fosse evidente la mia intenzione di aderire a qualche loro offerta, ma niente, mi hanno sempre risposto che non era possibile... e ti credo, come potrebbero possedere qualcosa del genere, se non ho rapporti con Telecom dai tempi dei 56kbps  ;-)

Morale della favola? Dovrò sprecare molto del mio tempo e anche qualche soldo per fare una causa civile a questi uhmmm... boccacia mia statte zitta! D'altronde in quale altro modo si potrebbe reagire a un palese tentativo di estorsione come quello che Telecom Italia sta perpretando nei miei confronti?

Voglio concludere questo mio breve sfogo con dei semplici consigli che potrebbero aiutare molti di voi a non ritrovarvi nella stessa mia spiacevole situazione.

1) Svincolatevi da qualsiasi contratto di rete fissa finché siete in tempo: vi sentirete più liberi ed eviterete problemi futuri

2) Non utilizzate i telefoni fissi: oggigiorno sono tutti VoIP, ma voi pagate tariffe ordinarie, soprattutto verso i cellulari e per chiamate estere

3) Per telefonare utilizzate i cellulari di ultima generazione: grazie alle connesioni flat e ai software VoIP come Skype, risparmiate sul prezzo delle chiamate e in molti casi non pagate proprio nulla

4) Utilizzate SIM prepagate nei cellulari: cambiare operatore sarà rapido e indolore

5) Utilizzate le chiavette per navigare in internet: ve le potete portare ovunque, anche a casa

6) Utilizzate le SIM prepagate anche nelle chiavette:  per cambiare offerta e operatore sarà sufficiente buttar via la SIM e rifarne un'altra  ;-)

mercoledì 26 gennaio 2011

Installare Skype da repository in Fedora Linux

Una cliente mi ha manifestato più volte il desiderio di voler provare Linux, solo che aveva sentito parlar bene di Fedora e, pur essendo io Debian friendly,  non ho potuto deluderla ;-)
Lei però, nel nuovo sistema, voleva assolutamente Skype, quindi, dopo averla informata che in ambito Open Source esistono moltissime alternative al famoso programma VoIP - e dopo non esser riuscito a farle cambiare idea - ho provveduto a soddisfare le sue richieste. Per l'installazione ho preferito far uso dei repository, in quanto permettono di mantenere il programma sempre aggiornato senza troppa fatica.


Premetto che la procedura seguente è stata eseguita su un vecchio P4 con 1GB di Ram, in cui ho provveduto a installare Fedora 14 con Gnome come desktop manager; inoltre, la webcam (una Logitech USB) è stata subito riconosciuta e configurata senza nessun intervento da parte mia.

1) Apriamo un terminale: Applicazioni -> Strumenti di sistema -> Terminale

2) digitiamo i seguenti comandi:

$ su -c 'yum install beesu'  [invio]
Passwor:  tua_password_di_root  [invio]

$ beesu gedit /etc/yum.repos.d/skype.repo  [invio]

3) Dopo aver fornito la vostra password di root, apparirà un'istanza di Gedit in cui dovremo inserire il seguente codice:

[skype]
name=Skype Repository
baseurl=http://download.skype.com/linux/repos/fedora/updates/i586
enable=1
gpgcheck=0
gpgkey=http://www.skype.com/products/skype/linux/rpm-public-key.asc

4) Adesso salviamo il file e chiudiamo l'editor

5) Infine, per effettuare l'installazione, non ci rimane che impartire:

$ beesu yum install skype  [invio]

Ora potremo avviare Skype dal menu: Applicazioni -> Internet -> Skype

Bene, la mia cliente ha preso subito mano con il nuovo sistema e non sente affatto la mancanza di Windows, anzi, mi ha già detto di voler - progressivamente -  trasformare tutti i suoi computer in Linux Box  ;-)

sabato 22 gennaio 2011

Traffico residuo chiavette internet

Accade sempre più spesso di dover accedere alla rete in mobilità e, in alcuni casi, le comode chiavette internet sono l'unica soluzione possibile. Oggigiorno, i moderni sistemi Linux sono in grado di gestire correttamente la stragrande maggioranza delle chiavette presenti sul mercato; purtroppo però, gli operatori nazionali (Tim, Tre, Vodafone e Wind) sembrano ignorare il fatto che Linux sia attualmente il sistema operativo con il più alto tasso di crescita e a causa di questa svista degli operatori, noi utenti Linux siamo incomprensibilmente penalizzati (come se non fossimo clienti anche noi), in quanto i suddetti operatori non ci forniscono alcuno strumento utile a monitorare lo stato delle connessioni. Questo assurdo comportamento degli operatori telefonici causa non poche difficoltà ai numerosi clienti che, per esempio, usano computer con sistema operativo Ubuntu Linux, in quanto risulta praticamente impossibile tener sotto controllo le ore di navigazione ancora disponibili. La forza del software libero però sta proprio nel fatto che chiunque, sentendone la necessità, possa scrivere programmi finalizzati a soddisfare una specifica esigenza. Questa volta la soluzione è arrivata da Luigi Tullio, un brillante programmatore, tutto italiano, il quale ha creato NTM, un monitor del traffico di rete per Linux, in grado di tener sotto controllo le nostre connessioni GPRS, UMTS e HSDPA.

Prima di passare all'installazione di Network Traffic Monitor, descriviamone le caratteristiche:
  • Scelta dell'interfaccia da controllare.
  • Periodo di monitoraggio: Giorno, Settimana, Mese, Anno o un numero di giorni specifico. Con autoaggiornamento.
  • Autosconnessione (usando NetworkManager) se un limite è raggiunto.
  • Monitoraggio del traffico: In ingresso, in uscita e totale; Visulaizza la velocità del traffico.
  • Monitoraggio del tempo: Tempo totale della connessioni effettuate nel periodo.
  • Monitoraggio delle sessioni: Numero di sessioni usate.
  • Report: Visualizza i valori di traffico medi e quelli giornalieri di un determinato periodo.
  • Controllo dello stato di connessione mediante NetworkManager o mediante il comando ping.
  • Il traffico è attribuito al giorno di inizio sessione.
  • Non richiede privilegi di amministratore.
  • Non invasivo, usa un system try icon.
NTM è nato per coloro che hanno un contratto internet con limiti, poiché al traffico effettuato oltre questi limiti viene applicata una tariffa molto costosa.
NTM è scritto in Python ed è un software open source, la licenza è GNU GPL v2.

Bene, adesso che abbiamo capito di cosa si tratta, passiamo all'installazione, che nel mio caso è stata effettuata in una distro Ubuntu 10.10 (Maverick Meerkat) in cui utilizzo una chiavetta ONDA della Wind con abbonamento a tempo:

Per prima cosa scarichiamo il pacchetto NTM da questo link,  poi dalla finestra che ci compare, assicuriamoci che sia selezionata l'opzione Aprilo con Installatore pacchetto GDebi, diamo Ok e nella finestra Installatore pacchetto - ntm, clicchiamo sul pulsante Installa pacchetto. Ora cliccando su: Applicazioni -> Internet -> NTM avvieremo l'applicazione, la quale sarà sempre attiva nell'area notifiche del nostro desktop Gnome, senza più necessità di essere avviata.

Bene, da ora in poi, anche noi utenti GNU/Linux sapremo quante ore di navigazione ci sono rimaste... e un'altra battaglia è vinta  ;-)

lunedì 27 dicembre 2010

Google App Inventor per Android in Ubuntu

Sviluppare applicazioni per dispositivi complessi, come i moderni smartphones, non è semplice, o meglio... non lo era sino a oggi. Infatti chi desidera sviluppare applicazioni mobile per Android, da oggi può contare su un nuovo alleato: App Inventor, un completo set di strumenti che consentono di realizzare applicazioni in modo semplice e totalmente visuale.

Passiamo subito alla pratica e iniziamo la nostra nuova avventura verso il magico mondo delle Android Apps.



1) Per iniziare abbiamo bisogno di un account App Inventor, ma prima di inoltrare la richiesta, assicuriamoci di essere già in possesso di una casella di posta Gmail, in caso contrario apriamone subito una e procediamo nella creazione del nostro account App Inventor, seguendo le indicazioni presenti in questa pagina: http://appinventor.googlelabs.com/about/. Fatto ciò non ci resta che pazientare qualche giorno, in quanto Google necessita di un po' di tempo per valutare la nostra richiesta; appena il nostro account sarà stato creato, riceveremo una comunicazione da parte del team di App Inventor direttamente nella nostra casella Gmail.

2) App Inventor è un'applicazione web, per cui sarà in esecuzione in un browser, il quale a sua volta non potrà comunicare direttamente con le periferiche. Per questo Google ci fornisce un apposito software, realizzato con la tecnologia Java Web Start, il quale ci permetterà di connettere il nostro smartphone attraverso le porte USB del nostro computer, consentendoci in questo modo di testare le nostre applicazioni direttamente sul nostro telefonino Android.

Prima di passare però al setup di App Inventor, dobbiamo preparare il nostro sistema Ubuntu Linux perché tutto funzioni alla perfezione. Innanzitutto dovremo aggiungere il repository Medibuntu, il quale ci renderà possibile installare il pacchetto JDK, aprendo gestore di pacchetti (Sistema -> Amministrazione -> Gestore pacchetti) e cercando: sun-java6-jdk.

3) Dopo aver sistemato a dovere la nostra Linux Box, possiamo procedere con l'installazione del software fornitoci da Google. Scarichiamo il pacchetto appinventor-setup_1.1_all.deb e dalla finestra che appare scegliamo di aprire il file con Ubuntu Software Center, il quale si occuperà dell'intera installazione in modo totalmente automatico, risparmiandoci un po' di fatica.

4) A questo punto siamo pronti per realizzare la nostra prima applicazione Android, quindi effettuiamo l'accesso ad App Inventor e iniziamo la nostra avventura, andando in "My Projects" e cliccando su "New". Quello che ci troveremo di fronte è il "Designer", lo strumento per la costruzione grafica delle nostre applicazioni. L'altro strumento indispensabile, accessibile dall'apposito pulsante "Open the Blocks Editor" in alto a destra, è il "Block Editor", il quale consente di definire le azioni e le procedure in risposta ai vari eventi che vogliamo gestire.

5) Prima di partire a tutta birra comunque, ci conviene procedere al collegamento del nostro dispositivo Android, o in alternativa, avviare l'emulatore del telefonino Android disponibile tra gli strumenti di App Inventor.

Termino questa breve escursione nel mondo mobile con una serie di immagini esplicative di App Inventor in Ubuntu 10.10 (Maverick Meerkat).


Schermata di accesso ad App Inventor


Designer di App Inventor durante il packaging


Blocks Editor con un dispositivo Android virtuale


Dispositivo virtuale durante la creazione di una app


Associazione delle azioni ai pulsanti nel Blocks Editor


Generazione e salvataggio della app HelloPurr.apk


Scaricamento della nostra app direttamente nel dispositivo virtuale


La nostra applicazione in funzione sul telefonino virtuale


La nostra applicazione è disponibile nel menu del telefono virtuale

venerdì 24 dicembre 2010

Aggiungere repository Medibuntu

Aggiungere i repository Medibuntu al nostro sistema Ubuntu significa poter accedere a tutti quei software multimediali che spesso, a causa della loro natura proprietaria, non possono essere inclusi nel ramo ufficiale dei pacchetti forniti da un sistema operativo libero come Linux. Questa aggiunta ci permette di poter installare con un semplice click tutti quei codecs necessari per una soddisfacente fruizione dei contenuti multimediali presenti in rete. OK è ora di passare ai fatti... per poter beneficiare di tutto il parco software offerto dai repository Medibuntu è sufficiente aprire un terminale (Applicazioni -> Accessori -> Terminale) e impartire il seguente comando:

$ sudo wget --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list http://www.medibuntu.org/sources.list.d/$(lsb_release -cs).list && sudo apt-get --quiet update && sudo apt-get --yes --quiet --allow-unauthenticated install medibuntu-keyring && sudo apt-get --quiet update  [invio]

password [invio]

Fatto ciò, possiamo aprire il gestore pacchetti (Sistema -> Amministrazione -> Gestore pacchetti) e installare cose molto utili, tipo Flash e la versione ufficiale di Java.

Un piccolo trucco per installare tutti i codecs di cui potremmo aver bisogno nel corso delle nostre scorribande informatiche, consiste nell'installare il pacchetto restricted-extras; per farlo velocemente, eseguiamo nel terminale precedentemente aperto, il seguente comando:

$ sudo apt-get install ubuntu-restricted-extras [invio]

password [invio]


Bene, da ora in poi sarete in grado di gestire tutti i formati possibili e immaginabili, quindi, mi raccomando... fatene buon uso  ;-)

mercoledì 1 dicembre 2010

Installare LibreOffice da repository

Come molti di voi sapranno, OpenOffice è la suite da ufficio open source più utilizzata al mondo e il merito va sicuramente, oltre che ai numerosi sviluppatori indipendenti, anche a Sun Microsystems, la quale ha sempre creduto nel modello di sviluppo libero. Purtroppo la recente acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle, ha suscitato molte perplessità sul futuro di OpenOffice, come di tutti gli altri progetti open source sponsorizzati da Sun. Di conseguenza, molti sviluppatori di OpenOffice hanno pensato di crare una fondazione: The Document Foundation, la quale avrà come obiettivo principale, la difesa dei formati aperti per i documenti elettronici, oltre che la garanzia di una suite da ufficio open source libera per sempre. Da qui l'esigenza di prendere il codice sorgente di OpenOffice e realizzarci un fork totalmente libero dall'influenza di aziende o corporazioni. Oltretutto, in questo modo sarà possibile apportare al software delle funzionalità e delle migliorie, senza attendere le decisioni della compagnia. Questo, si presume, garantirà alla nuova suite una velocità di sviluppo nettamente superiore, rispetto al passato, per dei risultati impensabili in un modello di sviluppo chiuso. Tutti noi dovremmo installare LibreOffice il più presto possibile, in modo da poter offrire, con i nostri feedback, un prezioso contributo agli sviluppatori. L'unico problema, per il momento, è che LibreOffice non può essere installato dal gestore pacchetti della propria distro, in quanto non ancora disponibile; tuttavia esiste un modo abbastanza semplice per farlo. In questo caso ci occuperemo di installare LibreOffice 3.3.0 in Ubuntu 10.10 (Maverick Meerkat) utilizzando il gestore pacchetti Synaptic, non prima però di aver aggiunto gli opportuni repository.

Iniziamo con la rimozione di OpenOffice che è installato di default in Ubuntu... perlomeno cosi è sino alla 10.10 ;-)

1) Apriamo il gestore pacchetti Synaptic: Sistema -> Amministrazione -> Gestore pacchetti

2) clicchiamo sull'icona: Cerca (in alto a destra)

3) assicuriamoci che il campo: Cerca in: sia impostato a: Nome

4) scriviamo nella casella di testo: openoffice.org-common

5) clicchiamo su: Cerca e selezioniamo: openoffice.org-common per la rimozione (in questo modo verrà eliminato tutto OpenOffice)

Bene, fatto questo procediamo all'installazione vera e propria di LibreOffice:

1) apriamo il file sources.list con l'editor predefinito in Ubuntu

$ sudo gedit /etc/apt/sources.list [invio]
password

2) copiamo questa riga:

deb http://download.tuxfamily.org/gericom/libreoffice

e incolliamola in fondo al file sources.list appena aperto

3) salviamo e chiudiamo la finestra dell'editor

4) adesso importiamo la chiave GPG che serve ad autenticare il nuovo repository

$ wget deb http://download.tuxfamily.org/gericom/gericom.asc -q -O- | sudo apt-key add - [invio]

5) apriamo il gestore pacchetti Synaptic: Sistema -> Amministrazione -> Gestore pacchetti, mettiamo la nostra password e clicchiamo su Aggiorna (in alto a sinistra)

6) terminata la sincronizzazione, clicchiamo sull'icona: Cerca (in alto a destra)

7) scriviamoci dentro libreoffice, assicurandoci che il campo: Cerca in: sia impostato su: Nome, quindi clicchiamo su: Cerca

8) selezioniamo tutte le voci LibreOffice e poi clicchiamo su Applica e di nuovo su Applica

Vedrete che in pochi minuti avrete sulla vostra Ubuntu, la nuovissima Suite LibreOffice pronta all'uso.

Buon lavoro e stay tuned... con Libre Office ;-)

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Se lo spirito di condivisione che caratterizza Linux fosse applicato a tutti gli aspetti della vita, il mondo sarebbe un posto migliore per tutti !